Francia, Yemen e la guerra economica con la Russia

Tesa dalle conseguenze del conflitto in corso tra la NATO e la Russia per l’Ucraina, la Francia potrebbe distruggere ogni prospettiva di pace nello Yemen, nel tentativo di assicurarsi risorse energetiche dagli Emirati Arabi Uniti.

Cosa significa questo per la nazione che ha subito la “peggiore crisi umanitaria” della storia moderna, secondo le Nazioni Unite?

La Francia sta progettando di distruggere ulteriormente lo Yemen per alimentare la guerra economica contro la Russia?

Considerato il luogo della peggiore crisi umanitaria della storia moderna, secondo le Nazioni Unite, all’inizio di quest’anno la sua popolazione ha visto barlumi di speranza verso la fine di una guerra che dura da sette anni. Una tregua per il cessate il fuoco, che dura in gran parte da aprile, è stata considerata come il primo passo verso il raggiungimento di una soluzione di pace mediata dalle Nazioni Unite tra il governo di Ansarallah a Sanaa e le forze della coalizione a guida saudita che sostengono di rappresentare il governo yemenita in esilio sostenuto a livello internazionale.

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In Sri Lanka è stato rovesciato il regime globalista… e il WEF cancella le tracce del suo passaggio.

Le immagini che arrivano dallo Sri Lanka in questi giorni sono davvero scioccanti: sicuramente il paese sta vivendo il periodo di crisi più importante dal 1948, anno in cui ottenne l’indipendenza dal Regno Unito.

La rivolta che è scoppiata nel paese  trae origine da una crisi ormai protratta mai vista prima, sia a livello economico che sociale, causata dalla gestione della famiglia Rajapaska, al Governo da più di 20 anni: il dissenso dei cittadini, stremati da condizioni insostenibili, è risultato una vera e propria bomba sociale impossibile da contenere.

Il presidente in carica dello Sri Lanka, Gotabaya Rajapaksa, è fuggito nella notte dal proprio paese, rifugiandosi alle Maldive, usando un aereo militare, dopo che gli è stato impedito di salire su un volo per Dubai.  Stessa sorte sembrerebbe essere toccata anche al fratello minore, Basil, attualmente ministro delle finanze, sarebbe scappato martedì notte dal paese.

Il presidente dello Sri Lanka ha utilizzato un espediente previsto dalla Carta costituzionale locale per evitare l’arresto: godendo dell’immunità per evitare l’arresto, Rajapaksa si è dato alla fuga prima di dare le dimissioni nella giornata di oggi 13 luglio, come annunciato dalla stesso presidente lo scorso 9 luglio, quando i cingalesi hanno preso d’assalto la sua residenza presidenziale al grido “GotaGoGama” (Gota Go Home).

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