I Repubblicani contro l’obbligo vaccinale imposto da Biden

Il senatore Mike Braun

I repubblicani del Senato stanno formalmente contestando una norma introdotta dall’amministrazione Biden che richiede alle aziende del settore privato di imporre la vaccinazione o il test settimanale.

Biden ha introdotto un ampio obbligo di vaccinazione a settembre, dicendo alla nazione “La nostra pazienza si sta esaurendo” con i milioni di americani che hanno scelto di non accettare una vaccinazione contro il virus CCP (Partito Comunista Cinese).

Il mandato si applicherebbe a tutti i dipendenti federali, compreso il personale militare e gli appaltatori federali.

Il mandato si estenderebbe anche al settore privato, richiedendo che tutte le aziende con 100 o più dipendenti impongano la vaccinazione o il test settimanale.

Per raggiungere questa impresa, Biden ha chiesto all’Occupational Safety and Health Administration (OSHA) di dichiarare uno standard temporaneo di emergenza. In passato, tali standard sono stati utilizzati per proteggere i dipendenti da sostanze chimiche pericolose o altre tossine simili.

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Biden travolto dalla crisi del confine annuncia nuovi provvedimenti

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A fine agosto l’amministrazione Biden aveva subito una pesante sconfitta, con la sentenza della Corte Suprema che, a fronte di un ricorso dello Stato del Texas, aveva imposto il ritorno alla politica di confine di Donald Trump.

L’ordine esecutivo di Biden

Fin dai primi giorni della sua presidenza, Biden aveva revocato il provvedimento di Trump chiamato “remain in Mexico“, che bloccava l’accesso agli Stati Uniti agli immigrati irregolari del confine meridionale e li tratteneva in Messico fino alla data della prima udienza per la verifica della regolarità della loro richiesta di ingresso.

A questa,  con la firma di uno dei primi 17 ordini esecutivi, Biden sostituiva la politica del “catch and release“: una sorta di autocertificazione, con la quale un soggetto si presenta al confine, lascia le sue generalità che non sono verificate, ed è libero di entrare nel paese.  La chiamata successiva da parte del controllo dell’immigrazione per stabilire se si sia in possesso dei requisiti richiesti per poter restare negli Stati Uniti in modo regolare, spesso e volentieri restava senza risposta.

L’immediata conseguenza di questa scelta di Biden è stata una crisi umanitaria senza precedenti creatasi nel confine meridionale. Sono immediatamente riapparse le “gabbie” di Obama, che i media avevano attribuito in modo strumentale a Trump, dove sono ammassati in condizioni disumane immigrati minorenni e malati, spesso sotto forma di centro di detenzione.

La situazione al confine esplode

Nel mentre, soggetti persino iscritti nel registri americani  dei terroristi, provenienti da ogni parte del mondo, nonchè delinquenti segnalati come pericolo pubblico, venivano lasciati entrare con grande tranquillità nel paese, senza alcun controllo. Gli atti di delinquenza successivi non si sono fatti attendere, nonostante il goffo tentativo di Biden di nasconderli, supportato dal fuoco amico dei media.

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