Dopo la presentazione in Senato, niente dubbi, l’Arizona deve essere decertificata!

 

E’ stata una giornata storica per chi ha seguito fin dall’inizio tutto il percorso della revisione forense di Maricopa, e dopo la presentazione dei risultati finali in Senato, nessun dubbio: l’Arizona deve essere decertificata!

L’antefatto

Era il 26 febbraio 2021, quando il giudice della Corte Suprema dell’Arizona, Timothy Thomason, stabiliva che i mandati di comparizione emessi dal Senato dell’Arizona erano legittimi. Con questa sentenza dava il via al controllo forense su un’elezione più approfondito e mai visto prima d’ora nella storia degli Stati Uniti d’America, volto a verificare l’integrità del sistema elettorale dello stato.

Da una parte il Senato dell’Arizona, che chiedeva una verifica approfondita delle schede elettorali e un attento controllo delle informazioni sugli elettori: tutto questo come esito delle audizioni tenute in precedenza, dove erano sfilati decine e decine di testimoni che, sotto giuramento e tramite affidavits, denunciavano le irregolarità viste e l’enorme frode elettorale.

Dall’altra la Contea di Maricopa, una delle più importanti dell’Arizona, che difendeva strenuamente le proprie verifiche ritenendole soddisfacenti, e si appellava alla normativa statale che sancisce l’obbligo di preservare la catena di custodia delle schede elettorali per 22 mesi dalla data delle elezioni. Secondo la Contea, autorizzarne la verifica avrebbe compromesso la sicurezza della custodia, e reso illegittima la votazione stessa. Non solo, l’opposizione della Contea si è incardinata sulla presunta illegittimità dei mandati spiccati dal Senato, che, a suo dire, debordavano il limite dei suoi poteri istituzionali.

Il Senato dell’Arizona, infatti, a seguito delle sedute nelle quali ha ascoltato tutte le testimonianze di cui sopra, il 15 dicembre 2020 emetteva due mandati di comparizione nei confronti del Consiglio dei Supervisori della Contea di Maricopa, ingiungendo loro, si legge nel comunicato ufficiale del Presidente Karen Fann, di procedere con un controllo a scansione di tutte le schede elettorali della Contea in primis. Il secondo  mandato richiedeva un audit forense completo delle apparecchiature di tabulazione delle schede elettorali, del software per tali apparecchiature e del sistema di gestione delle elezioni utilizzato per le elezioni generali del 2020.

Il termine ultimo per ottemperare a tali mandati da parte del Consiglio dei Supervisori della Contea di Maricopa è stato fissato nel giorno 18 dicembre 2020 alle ore 17.  Ad oggi, parte di questi ordini di comparizione risultano ancora non rispettati.

Piccolo inciso. Ricordo che il 30 novembre 2020, nonostante tutte le richieste presentate da centinaia di cittadini che coraggiosamente si erano fatti avanti denunciando la frode a cui avevano assistito, in barba alle prove enormi che stavano emergendo con enfasi durante le sedute pubbliche del Senato, il Governatore dell’Arizona Doug Ducey, insieme al Segretario Katie Hobbs, al procuratore generale Mark Brnovich e al giudice capo della Corte suprema dello stato Robert Brutinel, certificavano la vittoria di Joe Biden nelle presidenziali in Arizona con un margine di soli 10.457 voti. Nell’occasione, Ducey dichiarava: “Facciamo bene le elezioni qui in Arizona. Il sistema è forte“. E la Hobbs calcava la mano: “gli elettori dell’Arizona devono sapere che le elezioni sono state condotte con trasparenza, accuratezza ed equità in conformità con le leggi e le procedure elettorali dell’Arizona, nonostante numerose affermazioni contrarie infondate“. Entrambi si trovano ora citati presso la Corte Suprema dell’Arizona, con due writ of mandamus dei quali ho parlato in questo articolo. Ed è solo l’inizio.

Tornando al Giudice Thomason, con la sua sentenza nella causa intentata dai Supervisori di Maricopa per opporsi ai mandati di comparizione rigettava completamente la richiesta, specificando come il Senato ha un’ampia autorità per emettere mandati di comparizione e il ragionamento del Senato per emetterli – per vedere se ci sono modifiche che potrebbero essere apportate alla legge statale per proteggere ulteriormente l’integrità delle elezioni – era valido.

Non c’è dubbio che i senatori hanno il potere di emettere mandati di comparizione legislativa“, ha scritto Thomason. “I mandati di comparizione sono conformi ai requisiti di legge per i mandati di comparizione legislativa. Il Senato ha anche un ampio potere costituzionale di sorvegliare le elezioni. La legislatura dell’Arizona ha chiaramente il potere di indagare ed esaminare questioni di riforma elettorale. I mandati di comparizione non violano nemmeno i principi di separazione dei poteri. La produzione dei materiali citati in giudizio non violerebbe le leggi sulla riservatezza“.

Thomason imponeva quindi l’avvio del più imponente controllo forense mai visto negli Stati Uniti: controllo di ben 2,1 milioni di schede elettorali e verifica del sistema di tabulazione elettronico delle schede, del software delle macchine da voto elettroniche utilizzate, nello specifico quelle di Dominion Voting System, nonchè del sistema di gestione delle elezioni.

Il presidente del Senato Karen Fann dichiarò che il Senato è “entusiasta” della decisione del giudice: “Non si è mai trattato di un tentativo di ribaltare le elezioni, quanto dell’integrità del sistema elettorale dell’Arizona. Se le persone hanno domande, meritano risposte.”

La nomina della squadra che gestirà l’audit

Il 31 marzo 2021 arriva l’annuncio che tutti aspettavano: il Senato dell’Arizona comunica al mondo la squadra scelta per portare avanti la verifica elettorale del secolo.

Dopo mesi di consultazioni con vari esperti forensi, si legge nel comunicato stampa ufficiale, il Senato annuncia di aver scelto la squadra qualificata che porterà avanti l’audit, composta da  Wake Technology Services, Inc., CyFIR, LLC, Digital Discovery e Cyber ​​Ninjas, Inc.

Il team sarà guidato da Cyber ​​Ninjas, una società di sicurezza informatica specializzata sulla sicurezza delle applicazioni, che opera nei servizi finanziari e nei settori governativi. 

CyFIR è una società di sicurezza digitale e forense specializzata nella risposta agli incidenti aziendali, nell’informatica forense e nel supporto di testimoni esperti in contenziosi. Importanti impegni passati includono la scoperta dell’Office of Personnel Management Breach nel 2015 e il supporto forense alla più grande frode bancaria individuale nella storia del FMI. In qualità di specialisti che supportano i più alti livelli del governo e dell’industria privata, hanno molta familiarità con la risposta alle attività informatiche degli stati nazionali, comprese le minacce persistenti avanzate (APT).

I membri del gruppo Wake Technology Services hanno eseguito audit di conteggio delle mani nella contea di Fulton, in Pennsylvania e nel New Mexico come parte del ciclo delle elezioni generali del 2020. Inoltre, i membri del team sono stati coinvolti in indagini su questioni di frode elettorale, risalenti al 1994. In quel caso del 1994, questo membro del team ha lavorato a stretto contatto con l’FBI durante l’indagine. I membri del team di Wake Technology Services includono anche analisti di intelligence e investigatori di frodi provenienti da una varietà di settori.

L’audit convaliderà ogni area del processo di voto per garantire l’integrità del voto. Lo scopo del lavoro includerà, ma non è limitato a, la scansione di tutte le schede, un conteggio manuale completo, la verifica della registrazione e dei voti espressi, il conteggio dei voti e il sistema di voto elettronico. Al termine dell’audit, il revisore emetterà un rapporto che dettaglia tutti i risultati scoperti durante la valutazione.

La leadership del Senato si aspetta che questo audit venga svolto in modo trasparente con la collaborazione della contea di Maricopa.

Il nostro popolo deve essere certo che il Senato e la contea di Maricopa possano lavorare insieme su questa verifica, per portare integrità al processo elettorale“, ha affermato il presidente del Senato Karen Fann. “Come hanno scritto il presidente del consiglio Sellers e il registratore di contea Richer una democrazia non può sopravvivere se il suo popolo non crede che le elezioni siano libere ed eque. Riconoscono inoltre che un numero significativo di elettori desidera l’ulteriore garanzia che un audit forense completo potrebbe portare. Spero in una collaborazione continua“.

Contrariamente a quanto affermato per circostanza da Sellers e Richer, la collaborazione della Contea di Maricopa all’audit non vi è stata, al contrario, si sono registrati atti continui di ostruzionismo, dichiarazioni false immediatamente riprese dalla stampa, il mancato rispetto della consegna di password d’accesso alle macchine elettroniche di voto e dei routers, che ad oggi non sono stati ancora rilasciati dalla Contea.

Il 22 aprile 2021 è la data di inizio della revisione forense della Contea di Maricopa.  Nei giorni precedenti, vista la mole incredibile di lavoro da svolgere, è stata aperta la richiesta a tutti i cittadini di Maricopa di partecipare come volontari alle operazioni di controllo: la risposta è stata massiccia. Unico requisito richiesto, essere un elettore certificato iscritto nei registri della Contea. Centinaia di elettori, senza distinzione politica, hanno risposto all’appello, offrendosi di lavorare in turni rotativi di circa sette ore ciascuno. La verifica ha avuto luogo presso il Veterans Memorial Coliseum di Phoenix.

Le opposizioni del Consiglio dei Supervisori e della Contea di Maricopa

Prima dell’avvio della procedura, sono stati moltissimi i tentativi di boicottaggio registrati. Nononstante i buoni propositi dichiarati dal Consiglio dei Supervisori di Maricopa, infatti, a qualche giorno dall’inizio il Presidente Fann ha dichiarato di aver subito dagli stessi una serie impressionante di ostacoli.

Il Maricopa BOS si è rifiutato di permetterci di eseguire la verifica presso le loro strutture“, ha detto Fann, “ed è arrivato al punto di rifiutare persino di rispondere a semplici domande come “come vengono sequestrate le schede elettorali?.  Il Senato ha impiegato due mesi e mezzo per vincere in tribunale per sostenere il nostro diritto di emettere mandati di comparizione per i materiali elettorali e altre 6 settimane di ricerca per selezionare la squadra di revisione per eseguire la revisione forense completa“.

Karen Fann è stata costretta a sottoscrivere un contratto a pagamento per l’utilizzo del Veteran Memorial Coliseum, dopo aver visto rifiutate tutte le richieste presentate alla Contea di poter utilizzare spazi pubblici.

Non solo. La stampa, alimentata dalle dichiarazioni del Consiglio dei Supervisori, ha iniziato una vera e propria campagna denigratoria nei confronti sia del Senato dell’Arizona che dei responsabili designati per lo svolgimento dell’audit. Il Presidente Fann, che inizialmente appariva dubbiosa sui risultati che potevano emergere, a poche ore dall’inizio della procedura, esprimeva recriminazioni su questi atteggiamenti ostativi.

Ora comincio a chiedermi perché non vorrebbero provare che il loro sistema elettorale funziona?“, le sue parole. “Abbiamo un sacco di elettori preoccupati che non si fidano del sistema, quindi l’intero scopo di questo verificare agli elettori che questo sistema fosse accurato. E naturalmente, è responsabilità del legislatore occuparsi delle leggi elettorali. Quindi, se ci sono problemi, dobbiamo cambiare alcuni statuti e adattarci per assicurarci che quello che stiamo facendo sia appropriato. Purtroppo e ciò che è interessante è che fin dall’inizio non è stato richiesto altro che certificare l’integrità delle elezioni. Ma il fatto che siamo stati respinti. Ci hanno fatto causa. Stanno minacciando di farci di nuovo causa. I supervisori della contea di Maricopa hanno fatto tutto ciò che era in loro potere per impedirci di fare questo e ora comincio a chiedermi perché non vogliono provare che il loro sistema elettorale funziona, che è perfetto. Non capisco perché veniamo minacciati, citati in giudizio e minacciati, quando tutto quello che vogliamo fare qui è l’integrità elettorale”

La causa intentata dai democratici di Maricopa

Il 22 aprile, giorno dell’inizio della revisione, i democratici della Contea di Maricopa depositano una causa urgente con l’intento di bloccarne l’avvio.

La causa, intentata dal supervisore della contea di Maricopa Steve Gallardo, sostiene che l’audit sia condotto da appaltatori di parte assunti dal Senato controllato dai repubblicani.

Gallardo, l’unico democratico del Consiglio dei supervisori della contea di Maricopa, ha detto di essere preoccupato anche per la sicurezza e la riservatezza delle schede elettorali.

L’unica ragione di questa causa e delle ingiunzioni è di proteggere la sicurezza delle schede elettorali e soprattutto di preservare la privacy degli elettori da una revisione fittizia che è stata corrotta da agitatori e teorici della cospirazione“, ha detto Gallardo in un tweet.

Questo processo corrotto non sarà trasparente, gli influenzatori del denaro sporco hanno scelto le persone per osservare e assistere alla ‘verifica’ che sarà condotta da un gruppo non certificato e non qualificato“.

La causa ha richiesto un ordine restrittivo temporaneo per impedire la verifica, che era programmata per iniziare dopo che i 2,1 milioni di voti sono stati depositati al Veterans Memorial Coliseum.

A seguito di questa richiesta, il Giudice adito a deliberare sull’istanza, Christopher Coury ha dichiarato di volersi assicurare che il riconteggio sia completamente conforme alla legge dell’Arizona e ha chiesto maggiori informazioni entro il lunedì mattina successivo sulle politiche e le procedure di controllo, emettendo un ordine di sospensione.  Nello stesso tempo, però chiede il versamento immediato da parte dei querelanti di un deposito iniziale di un milione di dollari a titolo di risarcimento per i costi ulteriori dovuti al ritardo nell’inizio della revisione. I democratici a questo punto fanno un clamoroso passo indietro, non possono giustificare ai cittadini una spesa del genere, e, finalmente, l’audit ha inizio.

L’avvio dell’audit con misure di sicurezza mai viste prima

Dopo mesi di difficile gestazione, scongiurato l’ultimo ostacolo della causa intentata da Gallardo, finalmente la revisione ha inizio.

Fin da subito è evidente l’accuratezza della procedura, checchè ne dicano i media che ne parlano, pochi, in un chiaro intento denigratorio.

Le misure di sicurezza imposte dai responsabili nominati dal Senato, sono imponenti.

Come Ken Bennett e Doug Logan hanno menzionato nel loro briefing iniziale per la stampa:

  1. I telefoni non sono ammessi dove si stanno controllando le schede cartacee. La ragione non è associata a nessuna violazione della sicurezza della revisione o interferenza con il processo di revisione. È semplicemente per assicurare che la privacy degli elettori sia preservata non permettendo a nessuno di scattare una foto di una scheda che potrebbe avere il nome di qualcuno o qualche informazione personale identificabile scritta sopra.
  2. Le telecamere sopra ogni area di lavoro registrano tutto, 24 ore su 24, ma rimangono confidenziali. Il motivo è proteggere la privacy degli elettori. Proprio come in ogni controllo forense, ogni movimento deve essere contabilizzato. La telecamera fornisce la prova del lavoro e può essere esaminata sotto ordine legale. Questo protegge il processo e la privacy dell’elettore.
  3. Non sono ammesse penne blu o nere all’interno dell’edificio, per evitare qualsiasi tipo di contraffazione sulle schede cartacee.

Il senso di tutte queste misure preventive è piuttosto ovvio. Viste le rimostranze sollevate dal Consiglio dei Supervisori in relazione alla violazione della privacy degli elettori ed al pericolo di violare l’integrità della catena di custodia delle schede, i revisori forensi si sono assicurati nel minimo dettaglio di fornire un elevatissimo livello di sicurezza, per rendere inattaccabile il loro lavoro sotto questo profilo.

I volontari e gli indipendenti che hanno partecipato alla revisione, si sono quotidianamente sottoposti a controlli accurati, senza alcuna remora, consapevoli della necessità imprescindibile delle misure adottate.

L’audit è  stato trasmesso in live streaming da 9 diverse angolazioni dal piano dell’arena sul sito AZAudit.org    ormai inattivo. Tutto il mondo ha potuto assistere giorno dopo giorno allo svolgimento delle operazioni, centinaia di migliaia di persone si sono collegate, hanno partecipato attivamente segnalando eventuali movimenti sospetti, hanno sostenuto il lavoro incessante dei volontari, hanno organizzato raccolte di fondi per ricompensarli di quanto stavano facendo. Ciascuno di coloro che hanno potuto, la sottoscritta compresa, hanno seguito passo passo quanto stava accadendo davanti ai loro occhi. E, lo scrivo con grande emozione in questo momento in cui sto ripercorrendo tutto, hanno sentito di essere partecipi di un evento storico destinato a lasciare pesanti ripercussioni contro la tanto declamata democrazia della “Terra della Libertà”.

 

Nel seguente documento che vi condivido della Wake-TSI, altra società che si è occupata della verifica a Maricopa, è contenuta la descrizione generale delle politiche e delle procedure per le operazioni durante il riconteggio della revisione.

 

Wake TSI Counting Floor Policies by Rossella Fidanza on Scribd

  • Tutte le attività nel piano di conteggio sono state videoregistrate 24 ore al giorno dalla ricezione delle schede elettorali fino a quando tutti i materiali sono stati restituiti alla custodia di Maricopa County. Tali registrazioni video hanno incluso il monitoraggio 24 ore su 24 di tutte le entrate e le uscite, così come l’attività ai tavoli di conteggio.
  • Una scheda sarà posta nel vassoio delle schede sulla piattaforma girevole. La piattaforma girevole ruoterà per mostrare la scheda a ciascuno dei 3 contatori:
    – Ogni contatore metterà una singola linea (conteggio) nella colonna della scheda che indica che 1 scheda è stata vista.
    – I contatori visualizzeranno la scheda di carta e metteranno una singola riga nella colonna che corrisponde al candidato selezionato.
    – Un’immagine della scheda sarà visualizzata sul monitor sopra la zona del banco che può essere utilizzata per visualizzare una versione più grande, ma deve essere confermata sulla la scheda di carta.
    – Tutti i segni di conteggio saranno fatti nella stessa riga di quel numero di scheda elettorale. Dopo 5 schede, i segni di conteggio saranno fatti nella colonna successiva in basso sulla pagina. Dopo che 100 schede sono state contate, i contatori aggiungeranno i totali di tutte le colonne e scriveranno il numero finale dei voti nella casella dei totali per il candidato corrispondente.
    – Il Responsabile di Tavolo confronterà i totali sui fogli di conteggio di tutti e tre i contatori.
    – Se i totali dei contatori coincidono, i fogli del conteggio saranno firmati e completati – Se 2 dei 3 totali dei contatori coincidono, la discrepanza sarà notata e i fogli del conteggio saranno firmati e completati. Ci si aspetta che il conteggio delle schede raggiunga un livello molto alto di accuratezza. Le squadre di conteggio devono essere accurate entro lo 0,03%. Tutte le schede saranno contate da tre contatori. Dopo ogni 100 schede, i tre contatori totalizzeranno le loro schede di conteggio. Se tutti Se i totali di tutti e tre i contatori sui fogli del conteggio concordano, i fogli del conteggio vengono inviati all’aggregazione. aggregazione. Se due dei tre contatori sono d’accordo ma il terzo contatore è fuori di 1 o 2 voti in una qualsiasi corsa, le schede vengono inviate all’aggregazione. Se due dei tre Se i totali di due dei tre contatori concordano, ma il terzo contatore è fuori di 3 voti in una qualsiasi gara, le schede devono essere ricontate.

Gli attacchi mediatici  e il “golden standard” di Maricopa

I media statunitesi per mesi si sono impegnati strenuamente in una massiccia campagna denigratoria contro l’audit di Maricopa, cercando in ogni modo di far crescere un sentimento di diffidenza e rabbia nei cittadini americani.

Hanno ottenuto l’esatto contrario, le voci in difesa della revisione si sono fatte sempre più pressanti e soprattutto bipartisan, mentre la credibilità mediatica crollava vertiginosamente.

La revisione è stata descritta come un “processo da clown”, si sono inventati aerei spia sul Coliseum per poi dire che era una fake dei soliti complottisti, hanno attaccato continuamente Donald Trump, ben sapendo che lui non ha avuto alcun tipo di ingerenza nella procedura.

Qualcuno si è persino spinto a definire l’audit come un “processo di disinformazione” , descrivendo delle precise fasi di un presunto piano (e poi i complottisti saremmo noi), secondo il quale prima si crea una falsa realtà, poi si riempiono i social di teorie cospirative, si usa il dubbio per instillare altri dubbi, e tutto questo per arrivare a distruggere la credibilità del sistema elettorale stesso. In sostanza, i media hanno descritto esattamente quello che loro hanno fatto nell’acclamare la vittoria di Biden e nell’indicare ogni confutazione come becera fake news.

Così, tra una protesta dei Black Live Matters debitamente organizzata a Phoenix,  e qualche articolo buttato qua e là che racconta sempre la stessa narrativa basata sul nulla, la CNN è arrivata a lamentarsi di non essere considerata dai volontari e di aver inibito l’accesso al Coliseum:

Ma l’accuratezza della revisione ha fatto notizia tra le legislazioni statali, le quali, spinte da richieste sempre più pressanti degli elettori che hanno subissato di mail i loro uffici chiedendo di avere lo stesso controllo forense nel loro stato, si sono presentate al Coliseum negli ultimi giorni delle verifiche per osservare direttamente come è stata portata avanti l’audit.

I primi a visitare l’audit sono stati tre rappresentanti della Pennsylvania, che ha da poco comunicato di aver autorizzato un’audit forense sulle presidenziali del 2020, sulla falsariga di quella di Maricopa ma con un numero di schede da verificare di molto inferiori, sufficienti per la decertificazione, per una revisione che si preannuncia molto più veloce di quella dell’Arizona ma certo non meno accurata.

Sono seguiti rappresentanti di Georgia, Nevada, Michigan, Wisconsin, Texas, -Washington, Virginia, Utah, Colorado, Oklahoma, Arkansas, South Carolina, Missouri, e altri ancora che non sto ad elencare, oltre la metà degli stati.

Tutti, nessuno escluso, hanno rilasciato dichiarazioni entusiaste di quello che hanno visto, confermando che la revisione è stata portata avanti con la maggior sicurezza ed accuratezza possibile, e che sarà inattaccabile proprio per questo motivo. L’entusiasmo è stato talmente elevato da definire all’unanimità l’audit come il “golden standard” di tutti i controlli forensi, mai visto nulla del genere.

Le problematiche dell’audit

Nonostante tutto, la revisione è arrivata in porto, non senza difficoltà.

Mentre continuavano i vani tentativi legali di bloccare la procedura, mentre si assisteva da una campagna infamante davvero senza precedenti, in mezzo a situazioni di minacce riportate e subite da chi stava lavorando alla revisione,  all’inizio di maggio spunta persino il Dipartimento di Giustizia (DOJ) degli Stati Uniti, che invia una lettera al Presidente del Senato Fann.

In questa lettera firmata dal vice procuratore generale aggiunto Pamela Karlan, nominata da Joe Biden, la Karlan scrive che “i rapporti suggeriscono che le schede elettorali, i sistemi elettorali e i materiali elettorali che sono oggetto della revisione della contea di Maricopa non sono più sotto il controllo finale dei funzionari elettorali statali e locali, non sono adeguatamente salvaguardati dagli appaltatori in una struttura non sicura, e sono a rischio di essere persi, rubati, alterati, compromessi o distrutti“.

La seconda preoccupazione riguarda i rapporti che l’ambito di lavoro che Cyber Ninjas, il gruppo che gestisce la revisione, ha messo insieme “indica che il contraente ha lavorato con un certo numero di individui per identificare le registrazioni degli elettori che non avevano senso“.

Il dipartimento dice che la descrizione dei rapporti che circondano gli elettori del 2020 può costituire “intimidazione di persone per votare o tentare di votare“.

La risposta della Fann non si è fatta attendere, difendendo con enfasi tutti i protocolli di sicurezza della revisione, e ricordando alla Karlan che si sta operando nel rispetto del potere della legislazione statale, con l’unico intento di difendere l’integrità del sistema elettorale dell’Arizona. Ed è corretto, perchè, contrariamente a quanto si possa pensare, il governo federale ha ben poca possibilità di ingerenza all’interno della legislatura statale.

Sebbene i controlli sono proceduti spediti, si sono comunque verificati dei significativi contrasti tra i revisori e la Contea di Maricopa. In particolare, nonostante la questione fosse intimata dai mandati di comparizione, la Contea non ha consegnato nè le password amministratore di accesso alle macchine da voto elettroniche, nè i router ad essi collegati.

Un’osservatrice elettorale, Jan Bryant, ha testimoniato che gli ufficiali della contea di Maricopa e gli altri osservatori elettorali non hanno mai avuto accesso alle macchine che hanno contato i voti nè tantomeno hanno avuto le password per accedere. Sarebbe stata Dominion a gestire tutta l’operazione di scrutinio. Dominion smentisce e dichiara che le password sono in possesso della Contea, la quale smentisce Dominion. Un teatrino con pessimi attori.

Sta di fatto che, ad oggi, queste password ancora non sono state fornite, e tanto meno i router, contravvenendo all’obbligo dei mandati emessi dal Senato.

Questo è un fatto gravissimo, a prescindere dalla revisione e dal fatto che comunque i Ninjas sono riusciti a verificare delle gravissime irregolarità sulla gestione delle macchine da voto, come vedremo a breve.

La questione, laddove venga dimostrato a tutti gli effetti che la Contea di Maricopa non possedeva le chiavi di accesso, è devastante poichè significa che la Contea ha ceduto la gestione delle elezioni ad un fornitore esterno.  Non solo. Jack Sellers, presidente dei supervisori della contea di Maricopa, ha dichiarato in un comunicato stampa che i router di rete utilizzati dal dipartimento delle elezioni sono condivisi tra 50 diversi dipartimenti della contea. I router contengono informazioni riservate e informazioni sulle attività classificate delle forze dell’ordine. Chi vi ha accesso, ha potenziale accesso non solo alle macchine da voto elettronico, ma ai dati di ciascun dipartimento collegato.

E’ notizia di questi giorni la sottoscrizione di un accordo tra il Senato e la Contea: da una parte il Senato vedrà rispettati i mandati, ma con la supervisione di un soggetto indicato dalla Contea, dall’altra la Contea non andrà in contro ad una sanzione milionaria che ne avrebbe prosciugato le casse.

I risultati preliminari

A metà luglio è stata convocata una riunione d’urgenza al Senato. In questo frangente, Doug Logan, Ken Bennett e Ben Cotton hanno presentato i risultati preliminiari del rapporto di revisione prossimo al rilascio definitivo.

Rimandandovi a questo articolo che ho scritto in proposito, vi riporto una brevissima sintesi di quanto allora emerso:

Ci sono state 74.243 schede ricevute in più rispetto a quelle inviate, con nessuna registrazione allegata, i numeri tra le schede inviate e quelle ricevute non corrispondono. Inoltre, 11.326 persone non sono apparse negli archivi elettorali il 7 novembre ma sono apparse improvvisamente il 4 dicembre, ed è stato registrato che avevano votato nelle elezioni del 2020.

3.981 elettori sono stati registrati dopo il 13 ottobre che hanno votato, e per decisione del tribunale, gli elettori registrati dopo quella data non avrebbero potuto votare.

18.000 elettori che hanno votato hanno dimostrato di essere stati rimossi subito dopo le elezioni, per irregolarità nell’iscrizione alle liste elettorali: sono semplicemente scomparsi, perchè, secondo Logan, non esiste alcun tipo di documentazione a riguardo.

Occorre precisare che le parole dei relatori in Senato sono considerate come testimonianze giurate, pertanto tutto quello che viene detto ha un valore importantissimo, pena incriminazione per spergiuro.

Risultava già evidente allora che la certificazione fatta il 30 novembre dalla premiata ditta Ducey & Hobbs non avesse alcun fondamento, ed infatti le richieste di decertificazione sono state immediatamente depositate dai alcuni Senatori dell’Arizona, a partire da Wendy Rogers. Ovviamente, per poter dar loro seguito, occorreva attendere il rapporto definitivo.

Una precisazione, onde evitare qualsiasi fraintendimento.

La questione non è sul numero totale dei voti registrati dalla Contea, ma sulla legalità degli stessi. Come stiamo per vedere, infatti, i voti registrati corrispondono a quanto dichiarato dalla Contea, ciò che non corrisponde invece è il numero di quelli che sono da considerarsi legali e quelli che invece non lo sono. 

Il rapporto definitivo discusso il 24 settembre

Dopo questa doveroso percorso a ritroso di tutto quello che ha portato alla fine della revisione forense più importante che si sia mai vista, arriviamo finalmente alla presentazione dei risultati avvenuta stanotte in diretta streaming durante una seduta pubblica al Senato dell’Arizona, condotta dal Presidente del Senato Karen Fann.

Ieri mattina i media hanno rilanciato la notizia che il rapporto definitivo conferma che Biden ha vinto lo stato dell’Arizona e che sono state registrare discrepanze irrilevanti dal riconteggio. Ovviamente, visto la “notizia” ribattuta dalla CNN, i quotidiani nostrani, primi fra tutti Repubblica, hanno immediatamente pubblicato la notizia, che al contrario si è rivelata un’enorme fake news.

I più maliziosi, del resto, hanno supposto che il rapporto non corretto fosse stato diffuso appositamente per esporre la superficialità dei media.

Come appena scritto, l’unica conformità rilevata è stata con il numero dei voti registrati dalla Contea, ma sono emerse prove inconfutabili che un numero rilevante di questi voti è del tutto illegittimo. Un numero sufficiente per chiedere la decertificazione definitiva dei risultati delle votazioni presidenziali del 2020 per lo Stato dell’Arizona.

Rispedendo sostanzialmente al mittente tutti gli articoli usciti nelle ore precedenti, che parlavano di grande umiliazione di Donald Trump, che invece si prepara oggi a commentare i risultati strabilianti durante la sua partecipazione odierna ad un rally in Georgia, che si prevede decisamente scoppiettante.

I relatori che si sono susseguiti sono stati il Dr. Shiva Ayyadurai, Doug Logan e Ben Cotton. Quanto hanno mostrato è qualcosa che francamente non riesco a comprendere come i media possano ancora tenere nascosto.

La relazione del Dr. Shiva Ayyadurai al Senato

Il dottor Shiva è stato responsabile dell’analisi delle immagini delle schede che sono state consegnate solo di recente a causa della resistenza da parte della contea. Shiva ha discusso i doppi voti, molti dei quali sono stati approvati erroneamente. C’erano schede di 2 copie, 3 copie e 4 copie duplicate nel mix. Shiva ha scoperto che c’erano schede con 2.580 “scarabocchi” per le firme e 1.919 senza alcuna firma. È quindi passato all’analisi delle firme degli EVB (Early Voter Ballots).

Chi ha seguito in diretta l’audizione sul mio canale telegram è rimasto sicuramente stupefatto della professionalità e precisione dell’analisi del Dr. Shiva, che ha analizzato persino i singoli pixel delle firme.

Dall’analisi del Dr. Shiva è emerso che un totale di 17.126 elettori ha inviato due o più schede come duplicati, e pertanto questi voti sono illegittimi e devono essere epurati dal conteggio. In aggiunta, il 25% dei duplicati è arrivato dopo la chiusura ufficiale dei seggi, tra il 4 ed il 9 di novembre: sostanzialmente quando chi aveva l’accesso alla tabulazione dei voti (vedremo con l’intervento di Ben Cotton), sapeva perfettamente quante schede aggiuntive servivano. Ricordo, Biden avrebbe vinto l’Arizona per 10.457 voti.

I problemi riscontrati dal Dr. Shiva in sintesi sono:

1. E’ sconosciuto il numero di Early Voting Ballots (EVB) originariamente ricevuto da Maricopa

2. 34.448 duplicati da 17.126 elettori unici. Maricopa non ha avuto alcun duplicato segnalato.

3. 2.580 firme errate contro le 587 firme errate di Maricopa

4. 9.589 firme EVBs in più presentate per la verifica delle firme rispetto alle immagini delle buste di ritorno

5. Aumento del 25% dei duplicati negli ultimi 6 giorni

6. Firme in bianco timbrate come verificate

7. Timbri MCTEC verificati e approvati “dietro” il triangolo della busta

Shiva ha sottolineato l’importanza delle buste di ritorno degli EVB e l’elemento di verifica della firma del processo.

Shiva conclude che il processo di verifica della firma utilizzato nell’audit della contea di Maricopa non è verificabile.

Al termine della sua presentazione, il Presidente Fann ha chiesto le qualifiche del Dr. Shiva, il tempo richiesto per elencarle tutte è stato praticamente più lungo dell’intero intervento. Nello screen potete verificarli da soli.

Per il Dr. Shiva, i risultati elettorali non potevano essere certificati.

Il rapporto completo del Dr. Shiva è visibile a questo link

La relazione di Doug Logan al Senato

Doug Logan ha dapprima riesaminato le misure utilizzate da lui e dal suo team per garantire che l’audit fosse completo e sicuro da cima a fondo. Molti delle persone che hanno lavorato alla revisione come addetti al conteggio erano volontari locali che eseguivano le loro ispezioni per favorire l’accuratezza rispetto alla velocità: uno dei motivi per cui l’audit ha richiesto diversi mesi.

I volontari hanno esaminato la carta a livello granulare, con microscopi per identificare le fibre della carta, indicando il tipo di carta utilizzata. Oltre 140 terabyte di dati per il solo esame cartaceo.

Logan ha affermato che le attuali informazioni complete incluse nel rapporto includono il conteggio delle mani, l’acquisizione di immagini, la revisione e l’analisi delle liste elettorali. Nella discussione non sono inclusi gli Splunk Log e i dati dai router. Inoltre, è necessario completare l’analisi della carta. Ha sottolineato che la tenuta dei registri per l’audit era scadente.

“C’erano più duplicati delle schede originali”, ha detto Logan, e c’erano numerose preoccupazioni per le schede doppie in generale. Numeri di serie mancanti o errati, schede doppie mescolate con originali, e via dicendo. 26.965 schede duplicate, 29.557 schede che hanno usato lo stesso numero seriale… più duplicati che schede originali.

Per le loro verifiche, hanno diviso le persone che hanno votato con il voto postale, di persona con il voto anticipato e di persona il giorno delle elezioni. Il numero registrato deve corrispondere al numero certificato.

Ma i conti non tornano:  3.432 voti registrati in più rispetto agli elettori certificati,  9.041 gli elettori via posta che mostrano di restituire più schede di quante ne siano state inviate, 277 distretti che hanno più shede di votanti per un totale di 1.551 voti in eccesso, ulteriori 430 voti irregolari per mancata registrazione, per un totale complessivo di 14.454 voti che non possono essere considerati legali. In questi, devono essere aggiunti 255.326 voti che non trovano corrispondenza nelle ricevute di ritorno.

Sono emerse anche irregolarità per i votanti rilevanti rispetto a quelli che erano regolarmente registrati. Da un minimo di 5.047 persone fino ad un massimo di 5.295 avrebbero votato in più contee, 393 votanti non hanno il nome corretto, 198 persone registrate dopo il limite del 15 ottobre hanno votato, 2.861 votanti hanno condiviso lo stesso numero identificativo con altre, 282 morti risultano aver votato.

In sintesi, solo per il rapporto di competenza dei Cyber Ninjas,  sono stati mostrati oltre 57.000 voti illegali, senza alcun dubbio, quasi 6 volte il margine di 10.457 voti conteggiati il ​​3 novembre per Biden. A questi devono essere aggiunte ulteriori verifiche richieste per 255.326 voti che non trovano corrispondenza nelle ricevute di ritorno

Il rapporto di Logan, che potete trovare nei link indicati in seguito, conclude che i risultati non potevano essere certificati. 

Rapporto Cyber Ninjas volume 1

Rapporto Cyber Ninjas volume 2

Rapporto Cyber Ninjas volume 3

La relazione di Ben Cotton al Senato

Ben Cotton/CyFIR ha gestito gli aspetti di sicurezza informatica del rapporto. Le sue scoperte sono state significative, nonostante ancora non abbia potuto verificare i routers nè avere accesso alle password come amministratore del sistema. La sua squadra ha catturato oltre 114 terabyte di informazioni, per lo più sotto forma di immagini del sistema.

Cotton ha affermato che non c’era “nessuna affidabilità nelle misure di sicurezza” per le elezioni del 2020. “Basta una sola persona con accesso amministrativo per fornire l’accesso esterno a quel sistema di voto. Il sistema non era “né responsabile né sicuro“.

Tra i risultati del team di Cotton ci sono:

  • Le patch di sicurezza trovate non sono mai state aggiornate dall’installazione del software del 6 agosto 2019.
  • Non sono riusciti ad aggiornare le definizioni antivirus e a conservare i registri di sicurezza. Nessun malware è stato trovato sul sistema di gestione delle elezioni (EMS).
  • La parte dell’indagine relativa alla gestione delle credenziali ha mostrato che la contea consentiva account condivisi e password comuni più facilmente hackerabili.
  • È stato dimostrato che i dispositivi sulla rete si sono connessi a Internet, contrariamente a quanto sostenuto dalla contea e dal Dominion. Alcune delle attività su Internet “correvano con un’eliminazione dei dati il ​​giorno prima dell’audit”.
  • Login anonimi che hanno cancellato i buffer.
  • Qualcuno ha effettuato l’accesso come amministratore e ha eliminato molti dati.
  • Hanno ripreso in video chiunque sia entrato e ha cancellato il file. Questo è criminale e sarà riferito ad AG Brnovich.

Cotton ha detto che la gestione delle credenziali nella contea di Maricopa era “offensiva“, cioè la contea ha mostrato poco sforzo verso la responsabilità dei titolari di account che avevano accesso ai sistemi.

Vi dirò“, ha detto Cotton, “che a Maricopa County, non sono riusciti a fornire o eseguire funzioni di base di gestione del sistema operativo e delle patch. Tutti i principali fornitori di sicurezza aggiornano i loro antivirus almeno su base settimanale“.

Non gli è stato permesso di guardare i computer portatili degli operatori elettorali o qualsiasi dispositivo ICX (per persone disabili). Ha anche dichiarato che alla sua squadra non è stato permesso di vedere le credenziali che avrebbero aiutato a convalidare le impostazioni di configurazione o le impostazioni di amministrazione.

C’erano problemi di configurazione dell’hardware, cioè c’erano due dischi rigidi sull’endpoint di aggiudicazione – una configurazione non approvata – una scoperta significativa. I precedenti audit fatti da Maricopa County non hanno scoperto questa configurazione a doppio disco.

Questo significa che si può avviare da un disco rigido che non fa parte della configurazione elettorale e avere accesso alla rete elettorale. Molto importante. Non è chiaramente parte della configurazione elettorale [approvata] e permette l’accesso alla rete elettorale. Sembrava che ci fossero dati contabili non Maricopa su uno dei dischi rigidi avviabili. C’erano database di Domininion e dati che sembravano provenire dallo Stato di Washington e dalla Carolina del Sud“, ha detto Cotton.

Cotton ha anche affermato che ci sono state migliaia di cancellazioni di file dal (EMS). I file sono stati eliminati in diversi intervalli di tempo tra la fine di ottobre e il marzo del 2021.

Esiste uno statuto che prevede che i registri elettorali siano conservati per 22 mesi dopo le elezioni, ma la Contea di Maricopa non ha consegnato alcun tipo di registro e risultano essere stati cancellati.

Dalle analisi, oltre ad aver verificato la connessione delle macchine in internet, cosa assolutamente proibita dalla legge, sono riusciti a risalire ad accessi esterni remoti, plurimi, non autorizzati. Gli ingressi esterni nelle macchine sovrascritti in tre date, 11 febbraio, 3 marzo e 12 aprile 2021, pochi giorni prima dell’inizio dell’audit.

In totale sono stati cancellati 865 directory e 85673 file dal drive C, 9571 directory cancellate fino al 16 marzo 2021 dal drive D, più una serie incredibile di dati eliminati dai vari scanner, tutti cancellati il 3 marzo 2021.

Tra tutte le relazioni presentate in Senato, con ogni probabilità questa è stata la più coinvolgente, specialmente nel momento nel quale Cotton ha confermato di avere il video che riprende una persona che manomette le macchine, commettendo un reato federale. La notizia è stata accolta con un grande applauso degli spettatori presenti che stavano seguendo in religioso silenzio, nonchè dalle rassicurazioni del Presidente Fann del fatto la questione sarebbe stata sottoposta immediatamente al Procuratore Generale Brnovich.

La Presidente del Senato Fann ha mantenuto la parola, e a stretto giro di posta con una lettera evidentemente già pronta, ha provveduto a chiedere al Procuratore di aprire un’indagine per i reati ravvisabili.

Le relazioni di Randy Pullen e di Ken Bennett al Senato

Ultimi a parlare, Randy Pullen e Ken Bennett.

Pullen nel suo rapporto ha analizzato il confronto tra il numero di voti registrati e il numero delle schede fisicamente consegnate per la revisione, riscontrando una discrepanza di circa 1.300 voti. Inoltre, sono state riscontrate serie di incongruenze trovate nei lotti delle schede elettorali nelle scatole consegnate, che sono tutte annotate nelle schede di conteggio delle macchine, tra cui:
– Lotti mancanti nelle scatole
– Lotti nelle scatole non elencati nella scatola o nella lista della contea
– Nessuna scheda di lotto nella scatola o schede non direttamente associate ai lotti.

Il rapporto di Ken Bennett si è concentrato principalmente sulla conformità delle schede rispetto alla normativa dello Stato, richiamando espressamente tutte le leggi che sono state tenute in considerazione per il controllo su voti.

Risulta evidente che esistono ancora degli aspetti che devono essere eviscerati, in tutta onestà ritengo addirittura siano quelli che possono restituire numeri ancora più impressionanti.

Ad esempio, nell’udienza preliminare è stata brevemente discussa la questione della non conformità della carta utilizzata, il problema dei pennarelli sharpie utilizzati per votare e molto altro. In questa seduta, è solo stato accennato che seguiranno altri rapporti.

Staremo a vedere se i numeri resteranno questi, già ampiamente sufficienti per chiedere ed ottenere la decertificazione, oppure aumenteranno, probabilmente in modo esponenziale visto che la questione della carta riguarda gran parte delle schede utilizzate.

Le reazioni

Mentre i media tacciono e si nascondono dietro quanto anticipato, stupidamente, che si è rivelato completamente falso, le reazioni dei Senatori e di chi ha seguito con particolare attenzione la vicenda non si sono fatte attendere.

Al termine della seduta, è intervenuto il senatore Peterson, anche lui presente all’udienza. Ha menzionato il costante ostacolo all’audit, apparentemente spendendo, ha detto, ” centinaia di migliaia di dollari ” per combattere il processo di un audit indipendente che è stato generalmente sostenuto dai cittadini dell’Arizona. Peterson ha identificato molte criticità che devono essere affrontate, alcune delle quali sono reati penali:

  • L’ostacolo al controllo.
  • I numeri non si conciliano.
  • “Sembra che abbiano infranto la legge con le schede doppie”.
  • Dobbiamo ritenere le persone responsabili degli errori.
  • Ci sono importanti problemi di catena di custodia.
  • Mancata conservazione dei file di dati.
  • Punti deboli della sicurezza informatica.
  • Firme mancanti sulle buste.

“Il cento per cento della carta è falso”, afferma Patrick Byrne in una videoconferenza post-audizione a cui hanno partecipato Patrick Byrne, Joe Flynn, Phil Waldron, Steve Montenegro, Seth Keshel e Jovan Hutton Pulitzer. Ciò è stato confermato da Jovan Hutton Pulitzer nella stessa discussione trasmessa su The America Project . L’American Project ha aiutato a sostenere il costo dell’audit con l’aiuto di Patrick Byrne e le donazioni degli americani. Byrne ha dichiarato:

“L’elezione non avrebbe mai dovuto essere certificata. Non si tratta di Trump o Biden. Hanno cancellato una grande quantità di dati e hanno cercato di coprire le frodi elettorali. È tempo di incriminazioni e decertificazioni”.

La questione della carta non è stata trattata con granularità durante l’udienza, ma Byrne ha confermato che la conclusione relativa alla carta utilizzata è contenuta nel rapporto completo. Pulitzer afferma che non è stata utilizzata una carta di sicurezza adeguata, un problema significativo, se vero. La carta stock VoteSecure avrebbe dovuto essere utilizzata per evitare le frodi e il trasudamento dei contrassegni delle schede elettorali.

In particolare, mentre il rapporto era completo con le informazioni messe a disposizione del Senato e dei revisori, non è stata eseguita una ricerca condotta dalla contea e i revisori devono ancora vedere i router e i registri Splunk, le password e le chiavi hardware a causa della resistenza. dal Consiglio di vigilanza della contea di Maricopa. Quell’accordo è stato raggiunto e i risultati sono imminenti: Fann non ha menzionato alcuna scadenza per il completamento di tale indagine. I router potrebbero fornire dati importanti che aiuteranno a dipingere un quadro più accurato di ciò che è accaduto nelle elezioni della contea di novembre 2020.

Il rappresentante Mark Finchem, che ha tenuto la prima udienza completa il 30 novembre per quanto riguarda le elezioni di novembre, chiede ora un audit nella contea di Pima, dove vive. Vuole decertificare le elezioni e ritenere responsabili coloro che hanno commesso brogli elettorali. Finchem è anche un forte sostenitore di nuove votazioni per lo stato con il suo progetto di integrità del ballottaggio, un progetto che potrebbe aiutare a proteggere i voti per gli abitanti dell’Arizona.

Finchem si è unito ai legislatori di tutti gli Stati Uniti con una lettera al popolo americano sulle elezioni del 2020, chiedendo di ripristinare la fiducia del popolo americano con un rinnovato impegno per l’integrità elettorale.

La promotrice della lettera è Wendy Rogers, Senatrice dell’Arizona, che al termine della seduta è salita sul palco per parlare alla folla ansiosa dei risultati che confermano che a novembre sono stati contati migliaia di voti fraudolenti.

Durante il suo discorso, Rogers ha svelato una lettera che era stata firmata da 41 diversi legislatori di più stati, chiedendo un controllo a livello nazionale e la decertificazione di ogni stato in cui i voti fraudolenti hanno cambiato l’esito delle elezioni.

La lettera è stata firmata dai legislatori di 15 diversi stati. Washington, Texas, Utah, North Dakota, Oklahoma, Pennsylvania, Oregon, Colorado, Arizona, Florida, Iowa, Michigan, Missouri, Montana e Minnesota erano tutti rappresentati nel documento.

Fuori dal coro, e non poteva essere altrimenti, la dichiarazione del Governatore Ducey affidata a Twitter.

“Non è un segreto che negli ultimi anni abbiamo assistito all’erosione della fiducia nel nostro sistema elettorale. Non è un problema esclusivo dell’Arizona e non è iniziato nel ciclo elettorale del 2020. Ci sono alcuni che semplicemente non si fidano dei risultati elettorali. Questo è un problema, ed è uno che deve essere affrontato. Le elezioni sono fondamentali per la nostra democrazia e dovrebbe essere una priorità per tutti ascoltare queste preoccupazioni e lavorare per ricostruire la fiducia di ogni elettore. Quando si tratta dell’audit, come i tre audit che l’hanno preceduto, ora è finito. Il risultato è valido e le elezioni del 2020 in Arizona sono finite.  Eventuali raccomandazioni politiche significative individuate dovrebbero essere affrontate nella prossima sessione della legislatura. Qualsiasi accertamento di frode dovrebbe essere riferito al Procuratore Generale e al Dipartimento di Giustizia affinché agiscano. Non ci sarà alcuna decertificazione delle elezioni del 2020: l’audit non ne richiede una e, anche se lo fosse, non esiste un modo legale per decertificare. Come abbiamo fatto ad ogni passo, l’Arizona seguirà la legge. Ma c’è del lavoro da fare per rafforzare la fiducia nel nostro sistema elettorale. Abbiamo fatto alcune buone riforme di buon senso la scorsa sessione, come assicurarci che le nostre prime liste elettorali siano accurate. Ci sono ulteriori riforme che intendiamo fare il prossimo anno, incluso l’innalzamento della soglia per i riconteggi: è molto più bassa in Arizona rispetto alla maggior parte degli altri stati. Non vedo l’ora di lavorare a una riforma elettorale significativa nella prossima sessione legislativa, che può entrare in vigore in tempo per le elezioni del 2022. “

Inutile dire che le sue parole non hanno raccolto molti consensi, tutt’altro. Del resto, Ducey era quello che si è sempre opposto all’audit, ed è colui che ha certificato le elezioni. Ammettere che la via da seguire è quella inevitabile della decertificazione, è una chiara ammissione di colpa. Nessuno la farebbe in modo tanto plateale.

I fatti dimostrano che la revisione tanto voluta dal Senato ha avuto i suoi risultati ineluttabili, che piacciano o meno a Ducey. Lo stesso Senato, laddove votasse per la decertificazione sulla base delle proposte già depositate, è sovrano rispetto alla volontà di Ducey.

Ritengo che la via maestra ormai intrapresa porterà inevitabilmente alla decertificazione, oltre ad incriminazioni sulle quali il Procuratore Generale Brnovich dovrebbe già essere al lavoro. In tutto questo, elemento di grande propulsione è il fatto che sia per Brnovich che per Karen Fann si avvicina il tempo delle elezioni, e dubito seriamente che vogliano fare muro di fronte a quanto emerso, per di più supportato così intensamente dai cittadini dello Stato.

Avrei tanto altro da dire su Maricopa, sulle implicazioni ad esempio dei finanziamenti del caro Mark Zuckerberg per le presidenziali, proprio in quella Contea in particolar modo, piuttosto che dei finanziamenti ricevuti dallo Sceriffo Pezone di Maricopa provenienti direttamente da George Soros.

Anche questi sono fatti, certificati, che lanciano un’ombra se possibile ancora più fitta su quanto sta faticosamente emergendo. Ma oggi è il giorno della verità forense, e mi sono già dilungata fin troppo.

Come ho avuto modo di dire, per chi ha seguito dall’inizio la vicenda, è sicuramente un giorno di gioia e di liberazione, perchè finalmente si vede la luce che tanto si aspettava.

Non sarà un cammino brevissimo, ma per Maricopa il più ormai è fatto, in attesa delle decisioni e votazioni in Senato. Credo sinceramente che ci saranno tante altre opposizioni, tanti tentativi di fermare l’irrefrenabile onda che sta arrivando. Tante menzogne.

Ebbene, ricordando una celebre frase di Winston Churchill, “una bugia fa in tempo a compiere mezzo giro del mondo prima che la verità riesca a mettersi i pantaloni”: questa bugia ha fatto il giro del mondo almeno due volte, ora è il momento di non aver paura di indossare quei pantaloni.

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9 risposte a “Dopo la presentazione in Senato, niente dubbi, l’Arizona deve essere decertificata!”

  1. Complimenti per l’articolo, ho appreso molte cose sul sistema elettorale statunitense, dubbi ne avevo anch’io, ma i fatti cosi ben illustrati mettono una pietra tombale sull’operato di molte frange del partito democratico o pseudo tale
    Ringrazio per le spiegazioni
    Edoardo

  2. Grazie di tutto Rossella, hai fatto come sempre un lavoro meraviglioso e uno sforzo a dir poco ciclopico per donarci questo articolo dettagliatissimo e incredibile. Marzia

  3. Fantastica Rossella. Non so come fai a fare l’immensa nome di lavoro che produci. Totale stima e un grandissimo ringraziamento.
    Giuseppe Braì

  4. Buongiorno Sig.ra Fidanza,
    Mi complimento per il lavoro a dir poco “monumentale” con cui ha descritto ciò che è star fatto in Arizona. Sono un lettore del suo canale Telegram, la ringrazio soprattutto per il “pathos” , la consapevolezza, la professionalità, l’umanità che traspare dal suo lavoro. Che la Madonna ci guidi in questa battaglia a difesa dell’identità umana, del libero arbitrio che Dio ci ha donato. Buona Domenica. Fabio Rombolà

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