Pegasus, Snowden e collegamenti con l’Italia

Pegasus

Lo spyware Pegasus: alzi la mano chi non ha mai avuto paura di avere qualcuno che potesse sbirciare tra le chat del suo telefono.

Uno spyware è un piccolo software che si autoinstalla negli apparecchi elettronici e che trasmette i vostri dati a chi ne ha accesso.

Dati bancari, password, oppure, nella migliore delle ipotesi, un resoconto di tutte le vostre attività online che possono essere catalogate per scopi commerciali. Tutto questo si può ottenere grazie ad uno spyware.

Creato dalla NSO Group, società  tecnologica con sede a Tel Aviv che fornisce ai governi di tutto il mondo gli strumenti per prevenire e contrastare l’azione di terroristi e criminali, Pegasus è attualmente oggetto di grande discussione.

Pegasus e NSO Group

La NSO Group è stata fondata nel 2010 da Niv Carmi, Shalev Hulio e Omri Lavie, già facenti parte della Unit 8200,   l’unità dell’intelligence israeliana che si occupa della raccolta di dati e della decrittazione di informazioni. Altri dipendenti del gruppo NSO provenivano dal Mossad, l’agenzia di intelligence nazionale israeliana.

L’azienda è stata spesso nell’occhio del ciclone, affrontando accuse di spionaggio illegale, sempre rinviate al mittente con la giustificazione di produzione di tecnologie messe a  disposizione dei governi per “salvare vite“.

I casi però che l’hanno vista tristemente protagonista sono diversi. Dall’aver contribuito alla cattura del narcotrafficante El Chapo nel 2016 sporcata dall’accusa di aver fornito i cartelli della droga con i propri malaware, fino ai pesanti addebiti da parte di Amnesty International di usare i software per controllare avvocati ed attivisti che si battono per la tutela dei diritti umani, per arrivare al coinvolgimento con i governi autoritari del Medio Oriente.

NSO è l’esempio più lampante della proliferazione dello spionaggio privatizzato, consentendo ai governi  non solo di hackerare elementi criminali come gruppi terroristici e cartelli della droga, ma in alcuni casi anche di agire su impulsi più oscuri, prendendo di mira attivisti e giornalisti.

Utilizzando la tecnologia sviluppata dai laureati dell’Unità di intelligence 8200, l’equivalente israeliano della NSA, Shalev Hulio e Omri Lavie hanno fondato un’azienda che ha consentito alle società di telefonia mobile di ottenere l’accesso remoto ai dispositivi dei propri clienti per eseguire la manutenzione.

La voce si è diffusa ai servizi di spionaggio occidentali: i loro agenti ne hanno individuato una grande opportunità. All’epoca, i funzionari americani ed europei stavano avvertendo che Apple, Facebook, Google e altri giganti della tecnologia stavano sviluppando tecnologie che consentivano a criminali e terroristi di comunicare attraverso canali crittografati indecifrabili per l’intelligence e le forze dell’ordine. Hanno chiamato il fenomeno “going dark“.

Nel 2011, NSO aveva sviluppato il suo primo prototipo, uno strumento di sorveglianza mobile chiamato PegasusLeggi tutto “Pegasus, Snowden e collegamenti con l’Italia”

Risultati preliminari di Maricopa, esito: COLPEVOLE. E il sito di Dominion va offline

 

Abbiamo atteso trepidanti, probabilmente dovremo farlo ancora per poter vedere una svolta definitiva, dal momento che i passaggi tecnici sono parecchi e già è stata avanzata la richiesta di decertificazione, ma questa notte si è tenuta un’audizione importantissima al Senato dell’Arizona, nella quale sono stati dibattuti i risultati preliminari della revisione forense più imponente che abbia mai avuto luogo in tutta la storia degli Stati Uniti d’America: Maricopa.

Da questo momento, sia per chi ha seguito la vicenda fin dall’inizio del suo evolversi, sia per chi si troverà di fronte una verità probabilmente difficile da accettare in quanto sconvolgente, un solo termine può essere associato al nome della Contea che sta per essere travolta dalla frode elettorale delle presidenziali americane del 2020: colpevole.

Mentre Joe Biden si affrettava a mostrarsi al National Constitution Center di 
Philadelphia, Pennsylvania, per parlare dell’importanza del voto e di quanto siano state sicure le elezioni presidenziali del 2020 che lo avrebbero visto vincitore, e di come la frode fosse la grande bugia, in Georgia durante l’audizione in Tribunale della causa di Garland Favorito per VotersGA veniva provata inequivocabilmente la doppia scansione delle schede elettorali a suo favore, e solo un giorno dopo venivano discussi in Arizona i risultati preliminari dell’audit, assolutamente dirompenti.

Entrando più nello specifico, la testimonianza inconfutabile  dei revisori forensi dinanzi al Senato dell’Arizona ha in realtà distrutto le parole di Joe Biden e mostrato che “la grande bugia” è il risultato della certificazione del voto, per ora in Arizona, lanciata per prima all’inizio di novembre 2020 da Fox News.

I senatori dell’Arizona sono stati premiati nella loro coraggiosa ricerca di verità relativamente alle presidenziali.

A presiedere l’audizione sui progressi dell’audit forense completo senza precedenti delle elezioni della contea di Maricopa, il presidente del Senato Karen Fann e il senatore Warren Petersen, presidente della commissione giudiziaria del Senato.

Il CEO di Cyber ​​Ninjas, Doug Logan, che ha guidato l’audit, e Ben Cotton, fondatore di CyFIR, hanno testimoniato su alcune delle loro scoperte. Era presente anche Ken Bennett, referente del Senato per l’audit. Fann ha aperto con un commento, affermando che “l’audit non è stata facile ed è stato un evento nazionale, se non internazionale”.

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